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Partenza tormentata da molteplici problematiche , avevo
deciso da tempo che a dicembre non sarei partita, dovevo, dopo due capodanni
trascorsi nel deserto dovevo , anzi avrei dovuto restarmene a casa....ma ecco
come al solito il richiamo del deserto, dell'avventura , del viaggio , è stato
più forte , non sono riuscita a dire di no e forte era anche il desiderio di
rimettermi in gioco.
Dopo il Camerun tra fango e pioggia , eccomi a dover “lottare”con sabbia e
freddo , ma vi garantisco che non me ne sono pentita , già a Genova vedere i
miei compagni di viaggio sorridenti , mi ha resa serena e tutti i miei problemi
svaniti nel nulla.
Arrivo a Tunisi quasi in orario, poche pratiche doganali e via , per i primi 170
km in terra Africana , verso Kairouan all'Hotel Continental dove ad attenderci
c'era l'abbraccio caloroso dei quattro mancanti a completare il gruppo, gruppo
composto da ben 41 uomini e 6 donne di cui 3 in moto, io Valeria e Irina e
Daniela con la sua fiammante Toyota , unica donna alla guida di una 4x4.
Per fare i 1.000 km di asfalto che ci separavano dalle prime piste , abbiamo
impiegato due giorni , due giorni da Kairouan a Gadames , per la maggioranza dei
motociclisti 1.000 km noiosi e insignificanti , ma per me importanti , mi hanno
permesso un adattamento fisico graduale al clima e anche alla moto, che ormai
non guidavo da mesi.
A Gadames abbiamo incontrato le auto d'appoggio e alla partenza un draiver
quando mi ha vista salire sulla moto , mi si avvicina con sguardo incredulo e mi
disse :“ auguri donna ,oggi pista buona , ma domani sabbia ,sabbia ,
sabbia....no buona “ e si allontana sorridendo..... ecco ci siamo mi sono
detta, domani.... vedremo....
Entriamo nel Erg di Awbari , inizialmente troviamo una pista sassosa,
effettivamente non difficile , ma insidiosa dove non ci si poteva permettere un
minimo di disattenzione.
Primo campo e partenza con ancora sassi , ma già per il pranzo sostiamo in
prossimità di dune e la tentazione di salirvi era tale che, prima ancora di
pranzare, ho voluto provare, pian piano con il cuore in gola , provo un paio di
volte poi corro a fare benzina e a pranzare, di sabbia ne avrò da fare tanta mi
dissi, e fu proprio così ...!!!!!
Subito dopo pranzo iniziamo a salire dune con tratti di sabbia molle, provo una
marcia , poi l'altra, non riuscivo ad andare, cado, non capisco, voglio andare
in una direzione ma la moto va nell'altra , casino totale , i valloncelli
tremendi !!!!! all'inizio aspettavo passassero quasi tutti ma poi mi resi conto
che per me era difficile guidare sulla sabbia resa tanto molle dal passaggio di
tanti veicoli, così all'ennesima strettoia decisi di seguire moto che presero
un' altra direzione ,salirono una duna laterale , salii bene , la velocità era
giusta , ma sbagliai a non fermarmi sulla cresta della duna e controllare se la
discesa era fattibile , errore fatale.... , mi trovai la moto di Carlini a terra
sulla mia traiettoria , rimasi interdetta ...non reagii minimamente e ci salii
sopra , il contraccolpo fu tale che balzai di qualche metro ,ma fortunatamente
le protezioni che indossavo attutirono il gran colpo che presi allo stomaco e il
tutto si risolse per il meglio. Andai a dormire con un velo di tristezza per
l'accaduto e tutta dolorante, mi facevano male muscoli di cui non conoscevo
nemmeno l'esistenza , il polso destro poi , non vi dico, un dolore da non
crederci , presi un antidolorifico e riflettendo mi sono detta, beate coloro che
per hobby “ricamano” ....ma io sono così ...e sorridendo mi addormentai
pensando al giorno dopo; giorno memorabile , parto ancora dolorante e tesa , ma
subito dopo, improvvisamente mi sentii bene , tranquilla, sicura di me ,sono
riuscita ad oltrepassare passaggi difficili salire dune altissime, e poi ecco un
immenso plateau dove ci lanciamo agli 80/90 km orari , il divertimento è totale
, a differenza del giorno prima oggi ho il morale alle stelle e riesco anche a
godermi il panorama.
Il Natale lo festeggiamo tra le dune con una succulenta cena , tortellini ,
zampone torte e torroni e una torta al cioccolato per festeggiare il compleanno
di Valeria.
Anche l'ultimo giorno trascorso nell'Erg di Awbari fu pieno di emozioni , appena
oltrepassato l'ultimo cordone di dune ci siamo trovati immersi in uno spettacolo
che solo la natura ci può regalare, il sole con maestria rendendo argentei i
filamenti di sabbia alzati dal vento rendeva il paesaggio fiabesco e il piacere
di farsi “dondolare” dai continui saliscendi di dune compatte , mi hanno
commossa a tal punto da farmi immergere totalmente in questi sublimi fenomeni
della natura.
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Bellissima l'oasi Tazurbu , ma un po' triste nella solitudine di quelle case
abbandonate che certamente un tempo il popolo Tebu vivacizzava rendendola
certamente una “perla” nel immensità del deserto circostante.
Usciti dall'oasi riusciamo a fare solamente 80 km troppe macchine insabbiate
campo al tramonto.
Siamo già a capodanno , partiamo dal campo e appena dopo 30 km ci troviamo
sull' asfalto , oltrepassiamo un posto di polizia è eccoci al distributore di
benzina , facciamo rifornimento ed entriamo nel grande mare di sabbia .
Questo grande mare di sabbia non porta fortuna a Julian , purtroppo un grosso
guasto meccanico al suo Unimog lo costringe a finire il suo viaggio in anticipo.
Festeggiamo comunque il nostro capodanno con una squisita cena , torroni
,cioccolato, panettoni , e prima del brindisi augurale con nostra grande
sorpresa il cielo si illumina con fuochi artificiali portati da casa dal nostro
caro De Longis e alcuni compagni illuminano la duna con un grandioso 2005
augurale e concludiamo tra baci ed abbracci il nostro 2004.
Andiamo a dormire nelle nostre tende con la speranza che la “bettina” un
camion adibito al trasporto di mezzi straordinari arrivasse il prima possibile ,
e così fu, infatti al risveglio la “ bettina” era già arrivata .
Seguiamo con curiosità il carico del Unimog per poi proseguite la nostra
avventura correndo verso nord abbastanza spediti per i primi chilometri , ma
poi, alcuni passaggi si dimostreranno più difficili soprattutto in prossimità
di alte dune ,dove in alcuni punti l'infido fesc fesc mette a dura prova anche i
più esperti.
Arriviamo a Jalu il 2 gennaio dove salutiamo le nostre guide e purtroppo anche
il deserto, non ci rimane altro che, dando l'ultimo sguardo all'orizzonte
salutare amorevolmente quel deserto che mi ha regalato tantissime emozioni.
Abbiamo percorso 5.795 km di cui 2.279 tra piste e fuoripista su sabbia ,
abbiamo condiviso freddo, difficoltà ed emozioni, accomunati dallo stesso
spirito avventuroso ed entusiasmo e con lo stesso entusiasmo ringrazio tutti
coloro che mi sono stati vicino , un ringraziamento particolare lo riservo per
Danilo , Primo e Carlo il loro aiuto è stato determinante per la riuscita di
questa mia eccitante avventura e a Kulczycki che da la possibilità a noi
neofiti di fare esperienze di questo tipo. |