Il territorio compreso nel Comune di Torrile lega indissolubilmente la sua storia alla Pianura Padana. Unterritorio popolato di frazioni in cui si intrecciano memorieantiche nelle quali terra e acqua raccontano l'importanza di questa area racchiusa tra Parma e Colorno, dunque tra la città ducale e il Po.
Torrile, S.Polo, Gainago, S.Andrea a mane e a sera, S.Siro, Rivarolo, Vicomero sono centri che descrivono la geografia abitativa del Comune con una popolazione di circa 5900 abitanti. La sede municipale è a S.Polo di Torrile, a pochi chilometri dall'uscita dell'Autostrada A1, sulla Strada Provinciale Asolana, un'arteria di grade traffico che si snoda verso il ponte sul Po di Casalmaggiore, da cui si dipartono le vie di comunicazione locali verso le varie frazioni. 
Il Comune ha caratteristiche ambientali di territorio prevalentemente agricolo, con case sparse e piccoli centri, con coltivazioni tradizionali a rotazione, in particolare nelle aree di Torrile, S.Andrea e Gainago con medica e prati a sfalcio e seminativi a frumento, orzo e mais. La ricchezza di corsi d'acqua è peculiare all'intera zona. I più importanti sono il Torrente Parma, i canali di Naviglio, Lorno e Galasso e alcune zone umide preservate e ricostruite con il contributo di fondi CEE.
Questi ambienti tutelati permettono la presenza di una ricca varietà animale e vegetale che bilancia lo sviluppo industriale e abitativo del Comune. Una zona rurale che negli ultimi 30 anni, anche per la posizione chiave rispetto ai collegamenti, si è trasformata in un importante Polo Industriale strettamente collegato ad una fitta rete di attività artigianali, allargando contemporaneamente anche la realtà residenziale.
Un discorso particolare va volto all'Oasi LIPU di Torrile, che a 11 anni dalla nascita è divenuta punto di riferimento nazionale ed internazione per naturalisti, birdwatchers ed appassionati dell'ambiente.

STORIA


Chiesa di San Paolo a San Polo

I resti di una strada romana ritrovata a S.Polo presso il cavo "Fossetta", una stele dei Lucrezi databile al 98 d.C. ritrovata a Torrile, e le tracce di una fornace a Bezze, attestano una indubbia presenza romana. Le tracce sono state anche in parte cancellate dalle modificazioni che hanno subito durante i secoli i corsi dei fiumi. In epoca medioevale è ricorrente il ricordo di disastrose alluvioni: il Po nel 1230 e nel 1294, la Parma nel 1315 e nel 1331 infine nel 1402 e 1407 il Po, l'Enza, la Parma ed il Taro si confusero tra loro in una grande inondazione.
Nel 1461 il Duca di Milano Francesco Maria Sforza travolto da una piena fu salvato da un certo Antonio Ferraro abitante di S.Polo. Seguirono altre grandi inondazioni.
Terre aperte alle acque, ma anche alle scorrerie dei nemici. Nelle cronache medioevali non leggiamo di grandi eventi, ma di semplici scorrerie di eserciti. L'esistente modesta linea di fortificazione (Torrile, S.Siro, S.Andrea, Baganzola) ci riporta ad una fascia che scorre lungo la Parma a salvaguardia del controllo del fiume. Torri di vedetta più che fortezze, anche per aggregazione dei coloni e salvaguardia dei mulini, industria medioevale di primaria importanza.
Certamente nel medioevo molte di queste terre erano incolte, alcune coperte da fitti boschi di querce, nei quali si allevavano i maiali, ma molte altre erano paludose. La presenza di zone paludose incoraggiarono i proprietari a creare delle risaie, se erano fonte di reddito sicuro per il proprietario, erano invece deleterie per la condizione dei lavoratori provocando malattie come la malaria. Nella zona si era manifestata anche un'altra malattia, la "pellagra" che veniva attribuita ad una alimentazione basata esclusivamente sulla "polenta" particolarmente all'uso di mais guasto mal conservato in magazzini umidi.
Intanto nell'alto medioevo il Vescovo di Parma subentra nel possesso dei territori al Demanio Regio. Per questo troviamo possedimenti della mensa vescovile in: Torrile "la corte del vescovado" e a Sanguigna. Seguirono insediamenti di monache a S.Siro e S.Polo e di monaci a Gainago e S.Martino dei Bocci o Paradigna (la Certosa Cistercense di Paradigna fu voluta dal Cardinale Gerardo Bianchi nativo di Gainago- la sua case natale è oggi parte della proprietà della villa Balduino-Serra di Gainago).
Tra il 1710 ed il 1715 durante il governo del Duca Francesco Farnese, che ottiene questi terreni attraverso permuta dalla mensa vescovile, nasce la "Selva" di Torrile.  Il Duca tuttavia organizza questo quadrato di terreno in modo originale: trapezi che si suddividono in modo da formare dei rombi. Questa delineazione è data dalle strade che percorrono la selva o bosco ducale di Torrile, che è riserva di caccia. I Farnese puntano a creare attorno a Parma una fascia di verde che costituisca un polo d'attrazione "subordinato" per l'espansione della città. Con Ottavio Farnese alla zona di riserva si affianca una cintura di fattorie ducali vere e proprie aziende agricole modello. Inoltre Ottavio e successivamente Ranuccio promuovono a veri cardini del sistema del verde farnesiano il Giardino Ducale di Parma il Giardino di Colorno ed i parchi di Sala Baganza e Felino. A questo sistema si aggiunse a completamento il bosco di Torrile.
Sotto i Francesi, all'inizio del XIX secolo, si inizierà a smantellare il bosco di Torrile, che ben presto scomparirà per far posto a campi coltivati.
Ai proprietari ecclesiastici si sono sostituite nel tempo famiglie della ricca borghesia (I Cantelli, i Tagliaferri, gli Zandemaria) che avevano investito con mentalità imprenditoriale in proprietà fondiarie, in terreni, in cascinali. Le terre di Torrile e S.Polo erano certamente tra le più appetibili, sia per la fertilità del suolo e per la vicinanza alla città. Si avvia così un processo di ulteriore spezzettamento delle proprietà in piccole estensioni di terreno, sulle quali si eleva una casa colonica. A conclusione citiamo fra i canali il più importante, sin dal medioevo il Naviglio (navigabile a lungo). Su di esso arrivarono, lo testimonia Salimbene de Adam, i marmi per il Battistero di Parma. A rendere perfetto questo canale lavorò Aristotile Fioravanti di Bologna (nel 1460 mori in Russia al servizio di Ivan il Terribile, impegnato nella realizzazione del Cremlino), ad altri successivi interventi partecipò l'architetto Smeraldo Smeraldi.


Chiesa di San Biagio a Torrile